‘Pyrotechnic Babel’ | Fiesta Alba
Album | CD+DG | neontoaster multimedia dept., Bloody Sound | Uscita 21/03/2025
Il primo full length della misteriosa band è un’esplosione di contaminazioni, lingue e visioni: un viaggio sonoro globale tra poliritmie, post math rock e voci dal mondo
Venerdì 21 marzo 2025 esce Pyrotechnic Babel, primo full length della misteriosa band Fiesta Alba. Anticipato nelle scorse settimane dal singolo No gods no masters (feat. Katarina Poklepovic), viene pubblicato in digitale e CD (doppio formato, standard e deluxe edition a tiratura limitata) dalle etichette neontoaster multimedia dept. e Bloody Sound.
Pyrotechnic Babel è il primo album ufficiale dei Fiesta Alba, il secondo lavoro della band dopo l’omonimo EP pubblicato nel 2023. Oltre quaranta minuti di musica complessa e multiforme, in cui i linguaggi e le tematiche dell’apprezzato esordio vengono approfonditi, ridefiniti e spinti a un livello superiore.
Il titolo stesso, Pyrotechnic Babel, è un manifesto sonoro: un punto di partenza ancorato al math rock, che si apre però a una fusione libera di generi, timbri e linguaggi. Poliritmie africane, dub, minimalismo colto del Novecento americano, loop-tronica, progressive, jazz inglese contemporaneo, drum’n’bass. Un mosaico sonoro in cui le influenze si sovrappongono e si intrecciano, generando un’energia cinetica, un’esplosione di colori, una vera e propria babele pirotecnica.
Dopo aver raccolto voci dall’Italia, dagli Stati Uniti e dall’Africa nel loro primo lavoro, i Fiesta Alba ampliano ulteriormente l’orizzonte: in questo nuovo album si uniscono cantanti e rapper dal Giappone, dalla Mitteleuropa, dall’Africa e ancora dall’Italia. A loro si affiancano pensatori radicali, filosofi e narratori contemporanei, che, sostenuti dalle trame musicali oblique del gruppo, danno voce alle contraddizioni e alle complessità del presente.
Nati in un contesto periferico, ma con una vocazione dichiaratamente internazionale, i Fiesta Alba proseguono il loro percorso di esplorazione sonora e culturale. Pyrotechnic Babel è un secondo passo ambizioso: un disco che si nutre di voci, suoni, idee e battaglie da ogni angolo del pianeta.

TRACK-BY-TRACK | LE PAROLE DEI FIESTA ALBA
1. No gods no masters (feat. Katarina Poklepovic) | Tra chitarre che suonano sintetiche, bassi black e batterie che imitano il digitale la voce di Katarina Poklepovic (So Beast) racconta un impero dei sensi in cui non c’è necessità di dei e padroni.
2. Technofeudalism (feat. Gianis Varoufakis) | Un profeta contemporaneo traccia l’identità di un nuovo capitalismo mentre loop di chitarre ed echi di progressive music martellano il ritmo incalzante che fa da colonna sonora a un pianeta condannato in un presente distopico.
3. Je suis le wango (feat. Sister LB) | Sopra una fitta tessitura di chitarre minimaliste e bassi frammentati, la voce di Sister LB dal Senegal costruisce un ponte che supera i confini musicali e geografici. Canta una babele pirotecnica che incendia le barriere invisibili.
4. Collective hypnosis | Un’elettronica senza respiro gira inesorabile insieme ai loop chitarristici. Nel primo strumentale del cd la ritmica serrata e i caleidoscopi di synth e chitarre raccontano dell’ipnosi collettiva in cui tutti siamo caduti.
5. Waku waku (feat. Judicious Brosky) | Tra i Battles e gli Hella il math rock strumentale intesse una trama fitta e una ritmica serratissima su cui si staglia la marzialità di un rapper giapponese. Una piccola storia d’amore dall’estremo oriente ma dentro un treno ad alta velocità.
6. Post math | Le poliritmie strumentali si stratificano in un ipercubo dalle molte facce. Metriche dispari, toniche e dissonanze, tutto si incastra perfettamente tra fiati elettronici, linee di basso e riff chitarristici sghembi e tormentati, synth minimalisti e una drum machine incalzante. Già dal titolo questo brano è quasi un manifesto.
7. Learn to ride hurricanes (feat. Alessandra Plini) | Una favola cruda che racconta la difficoltà di vivere nelle nostre società distopiche è cantata da una voce declamata e sognante. Gli archi accompagnano chitarre oniriche nell’episodio più debitore della tradizione rock dell’album.
8. Dromocracy | Le chitarre e i synth incrociano le loro strade e si rincorrono imitandosi per tutto il brano sostenuto da una ritmica quadrata e incalzante. Uno strumentale colorato e pirotecnico che racconta il mito del potere della velocità.
9. Safoura (feat. Pape Kanoute) | Un saggio griot africano si siede sulle poliritmie math rock e gli arabeschi escheriani per raccontare la favola più antica del mondo: l’ammirazione per una donna irraggiungibile come una terra lontana.
10. Mark Fisher was right (feat. Mark Fisher) | Il compianto pensatore accelerazionista presta la sua voce visionaria per un dub poliritmico che rieccheggia la maestosità dell’On-U sound per chiudere nel migliore dei modi l’intero lavoro.
La musica dei Fiesta Alba è una miscela dinamica di suggestioni, influenze e sperimentazioni, volta a tracciare un percorso autentico nell’evoluzione del rock alternativo. Prendendo le mosse da una personale interpretazione del math rock anglosassone, la band mira a superare i confini di genere attraverso un’ibridazione audace con poliritmie africane, loop-tronica, dub, hip-hop, progressive e drum’n’bass. Pur mantenendo una forte identità strumentale, i Fiesta Alba arricchiscono il proprio sound con voci provenienti da ogni angolo del mondo, dando a ciascun brano un’impronta unica e contaminandolo con elementi di punk, rap e afrobeat. Il risultato è un caleidoscopio sonoro ipercinetico e raffinato, capace di spingersi sempre oltre e di affascinare pubblico e critica, come dimostrato dall’entusiasmo suscitato dal loro EP d’esordio (s/t, neontoaster multimedia dept.). Questa ricerca si amplifica ulteriormente nel primo album, Pyrotechnic Babel, dove la band continua a esplorare territori inediti e a sfidare le convenzioni. Il loro approccio, intriso di sperimentazione e anticonformismo, si pone in contrasto con un panorama musicale sempre più ingabbiato nei generi e nei dettami imposti dagli algoritmi. Le influenze dichiarate spaziano dai Battles ai King Crimson, passando per I Hate My Village, Kae Tempest, Adrian Sherwood e Sons of Kemet, fino a toccare giganti come Brian Eno, Steve Reich e Fela Kuti. Un mosaico di riferimenti che riflette la natura fluida e in continua evoluzione della loro musica.
CREDITI
Octagon | composizioni, chitarre, graphic design
Dos Caras | produzione/arrangiamento, synth
Fishman | basso
El Mistico | batterie in No gods no masters, Technofeudalism e Dromocracy
Pyerroth | batterie in Je suis le wango, Waku waku e Safoura
Mixato a Torino da Dos Caras
Masterizzazione | Simone Squillario
Illustrazioni di copertina e videoclip | Guido Ballatori
Foto | Samantha Marenzi & Alberto Canu
CONTATTI & SOCIAL MEDIA
BC | fiestaalba.bandcamp.com
FB | facebook.com/fiestaalbaofficial
IG | instagram.com/fiestaalbaofficial
YT | youtube.com/@fiestaalba
WS | fiestaalba.com
- Nicola Amici | Addetto stampa